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La chiesa quattrocentesca di San Niccolò ad Arezzo

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29/12/2015 - 

La chiesa quattrocentesca di San Niccolò ad Arezzo

La chiesa di San Niccolò ad ArezzoRaggiungere la chiesa di San Nicolò ad Arezzo è semplice e comodo: la soluzione migliore è noleggiare un'auto direttamente ad Arezzo, dove si può arrivare in treno, essendo collegata alle più importanti città italiane. Con 45 minuti di auto, sarete catapultati in un altro tempo, lontano e tranquillo.

A pochi chilometri dal capoluogo di provincia, spostandoci verso sud, si arriva alla cittadina di Cortona. Nella parte alta, detta Porta Montanina, è possibile visitare questo gioiello monumentale rinascimentale dedicata a San Niccolò. La chiesa è parte del monastero della Compagnia Laicale di San Bernardino da Siena, istituita nel 1440 allo stesso santo, anno in cui si iniziò la costruzione di questo edificio.

Come raggiungere la chiesa

Per accedervi, bisogna innanzitutto intraprendere un'impervia salita e, arrivati, attraversare un ampio sagrato delimitato dalla montagna e da un muretto, lasciandola così più appartata e tranquilla rispetto ad altre zone di Cortona. All'interno si conserva ben poco dei dipinti e degli affreschi originali, a causa di vari rimaneggiamenti durante i secoli successivi alla costruzione. 

Nonostante ciò, sono degni di essere ammirati due capolavori barocchi di Luca Signorelli, quali "Il Compianto su Cristo morto" e "Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo", dipinti sulle due faccie del gonfalone della Compagnia. Per poterli osservare entrambi, bisogna rivolgersi al custode, che attiverà un meccanismo creato appositamente per stupire i turisti! Altre opere importanti sono la statua lignea rappresentante "Cristo che porta la Croce", di autore ignoto, e un acquerello del futurista Gino Severini, confratello della stessa Compagnia. Anche le tele sei e settecentesche sugli altari laterali non passano inosservate per bellezza e importanza artistica.

Oltre all'architettura della chiesa, anche il paesaggio fa la sua parte nel meravigliare i visitatori. Infatti, continuando oltre il sagrato e i suoi cipressi, si possono ammirare in lontananza e in tutto il loro splendore la Val di Chiana e il Lago Trasimeno, sperando che il tempo sia clemente e il cielo limpido. 

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