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      25/12/2015 - 

    L'anfiteatro Romano a Lecce

    L'anfiteatro romano a LecceLecce, il tacco d'Italia, è una città d'arte incantevole, che vanta antichissime origini messapiche. Passeggiando per il suo incantevole centro storico s'incontrano pregevoli monumenti.

    Tra questi vi è l'Anfiteatro Romano. Per visitarlo, il modo più semplice, è atterrare all'aeroporto di Brindisi-Papola Casale e noleggiare un'auto. Dall'aeroporto, raggiungere il capoluogo salentino in auto è molto semplice: basta percorrere la SS379. Lo scalo brindisino (sito in Contrada Baroncino, alle porte della città) dista da Lecce circa 50 km. 

    Un inno all'antichità classica

    L'anfiteatro romano a LecceL'anfiteatro romano sorge nel cuore della città, in piazza Sant'Oronzo, l'elegante salotto di Lecce che ospita anche la bella chiesa di Santa Maria della Grazia. Riportato alla luce nel corso della prima metà del Novecento (durante la costruzione della Banca d'Italia), dall'archeologo Cosimo De Giorgi, l'anfiteatro romano, è insieme al teatro, il più fulgido esempio dell'importanza raggiunta da "Lupiae", l' "antenata romana" dell'attuale Lecce, tra il I e il II secolo d.C.

    Seppure sia difficile datare con precisione l'anfiteatro, con ogni probabilità, la sua costruzione può essere collocata tra l'età augustea e l'età traiano-adrianea. L'anfiteatro romano di Lecce, risulta costruito con pilastri in tufo e, in origine, misurava 102 x 83 m (all'esterno) ed era completato da un'arena di 53 x 34 m. La sua capienza, secondo il calcolo di alcuni storici, era di circa 25.000 spettatori.

    Realizzato in parte su "arcate in opera quadrata" ed in parte "direttamente nella roccia" non è completamente visibile in quanto circa due terzi della struttura rimangono nascosti nel sottosuolo e, molto probabilmente non verranno mai riportati alla luce.

    Durante la visita all'anfiteatro, comunque, si può ammirare un'importante parte dell'arena ellittica, e tutt'intorno, le "gradinate dell'ordine inferiore " ed i due corridoi anulari; di questi, uno corre sotto le gradinate, mentre l'altro, quello più esterno è porticato e completato da diversi pilastri (sui quali era imposto "l'ordine superiore scandito in una galleria di fornici").

    Cornice di rappresentazioni teatrali e spettacoli, l'arena, risultava divisa dalla "cavea" da un muro con parapetto adornato da pregevoli rilievi "a bauletto" in marmo, raffiguranti scene di caccia e di combattimento.  Nel muro di divisione tra l'arena e la "cavea" si snodavano, invece, alcuni passaggi di comunicazione con il corridoio centrale.

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