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      20/05/2016 - 

    Gli scavi archeologici di Pompei ed Ecolano: tracce di storia ai piedi del Vesuvio

    Pompei ai piedi del VesuvioLa Campania è una delle Regioni più belle d’Italia ed è famosa in tutto il mondo per molteplici aspetti: primo fra tutti la cucina, ma anche per l’arte, la cultura, le espressioni folkloristiche celebri grazie alla diffusione della musica e del teatro, principalmente napoletani. 

    Proprio poco più a sud di Napoli, sorgono Pompei ed Ercolano, due piccole cittadine tragicamente sommerse dall’eruzione del Vesuvio, insieme a Stabia e Oplontis (l’attuale Torre Annunziata), il 24 agosto del 79 d.C. Oggi quelle due piccole cittadine sono inglobate nei confini delle nuove città di Ercolano e Pompei e rappresentano due dei siti archeologici più famosi e importanti al mondo. 

    Nel corso del XVIII secolo alcuni scavi portarono alla luce ciò che la lava incandescente, le ceneri e il fumo sommersero e pietrificarono. I lavori di recupero e di meticoloso restauro hanno consegnato all’Italia un sito di grande importanza storica e artistica, che dal ’97 sono Patrimonio dell’Unesco.

    Visitare gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano significa non solo compiere un viaggio nella storia e toccare con mano la cultura e le tradizioni dell’aristocrazia romana, ma anche entrare in contatto e rivivere i momenti drammatici di quella catastrofe, soprattutto per mezzo dei calchi che ritraggono gli uomini e le donne negli attimi prima di morire.

    Per visitare in assoluta comodità gli scavi di Pompei ed Ercolano, si può fare riferimento all’Aeroporto di Napoli Capodichino, dove è possibile ritirare un'auto a noleggio.

    Pompei

    Scavi di PompeiNel 1748 vennero riportati alla luce i resti dell'antica città romana, che era stata coperta da una coltre di ceneri e lapilli, alta circa sei metri. Grazie alle indagini archeologiche, oggi Pompei rappresenta una delle più importanti ricostruzioni dello stile di vita dell’Impero Romano. 

    Durante una visita agli scavi, è possibile vedere ancora le mura della città e delle abitazioni, ma anche l’interno di alcune delle residenze degli aristocratici romani, che presentano i vari ambienti in cui si svolgevano le attività di vita quotidiana, caratterizzati da affreschi, mosaici e statue.

    Entrando da Porta Marina, si possono ammirare due templi, cui segue la Basilica, edificio con funzioni civili, adiacente all'imponente foro, dove si svolgeva la vita politica e commerciale della città. Percorrere via dell'Abbondanza è possibile rivivere la pulsante vita quotidiana dell'antica Pompei.

    La strada lastricata con grossi massi presenta i solchi lasciati dai carri, mentre ai suoi lati è ancora visibile la struttura delle botteghe e di locali, come tintorie e osterie. A esse si alternano magnifiche ville, con stupendi giardini e le sale affrescate in cui predomina il colore rosso, colto in una gradazione particolare che lo ha reso famoso, appunto, come “rosso pompeiano”.

    Via dell’Abbondanza termina aprendosi in un ampio spazio, sovrastato dall'anfiteatro che poteva contenere 12.000 spettatori, nelle cui vicinanze è possibile ammirare lo spiazzo della grande palestra dei Gladiatori. Deviando dal decumano, altre costruzioni si aprono alla visita.

    Da non perdere la Casa dei Vettii, quella del Fauno e il Lupanare, dove l'ingresso è vietato ai minori per la presenza di espliciti affreschi erotici. Fuori dalle mura, Villa dei Misteri meriterebbe da sola una visita per la presenza di importanti stili architettonici dell’epoca che caratterizzano i diversi ambienti adibiti a panificio, cucine, forno e cella per i vini.

    All’interno dei Villa dei Misteri potete ammirare anche quattro stanze che rappresentano il cuore della zona signorile, come il peristilio l'atrio maggiore, decorato con paesaggi nilotici, il tablino e una veranda absidata con vista mare. 

    Molti dei reperti recuperati presso il sito archeologico di Pompei, tra cui anche semplici suppellettili di uso quotidiano, sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e nell’Antiquarium di Pompei. Chi volesse approfondire la conoscenza di queste incredibile area, non dovrà perdere queste due importanti tappe.

    Ercolano

    Scavi archeologici di ErcolanoGli scavi archeologici di Ercolano vennero portati alla luce attraverso diverse fasi di lavoro, avviate nel 1738 per protrarsi fino al 1765 e poi riprese nel 1823. La città era molto più piccola di Pompei e, a differenza dell’altra città, venne annientata proprio dal flusso piroclastico che praticamente, al pari di un'esplosione atomica, vaporizzò gli esseri viventi.

    La tipica casa di Ercolano si presenta più piccola rispetto a quella di Pompei, tuttavia, proprio perché Ercolano era centro di villeggiatura, le abitazioni presentano ancora oggi decorazioni raffinate e sfarzose.

    Quasi tutte le abitazioni, come potrete notare durante una visita, erano precedute da portici con colonne in laterizio, mentre erano sprovviste dell'impluvium nell’atrio, poiché quasi tutte le case erano dotate di un proprio pozzo oppure erano collegate alla rete idrica, entrata in funzione dopo la costruzione dell'acquedotto del Serino.

    Da non perdere, la Casa del Genio, così chiamata per il ritrovamento di una statuetta del Genio tutelare che faceva parte di un candelabro in marmo. Nonostante la casa sia ancora in parte sepolta, si può notare il caratteristico peristilio, con al centro una fontana in marmo e il pavimento sia in cocciopesto che a mosaico.

    Certamente, nel perimetro degli scavi di Ercolano vi imbatterete nella Casa dell'Albergo, che si erge in posizione panoramica sul mare. Questa abitazione è la più grande di Ercolano finora rinvenuta ed è l'unica della città a possedere un quartiere termale, con decorazioni a mosaico e affreschi. Da ammirare anche i locali con pavimenti in cocciopesto e marmi policromi.

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